SPECIE

Il Lago di Como è sede di una grande varietà di pesci che sono ben protetti dalla FIPSAS – “Federazione Italiana Pesca Sportiva”, che hanno contribuito a creare e mantenere un grande ambiente per la pesca. Ecco una descrizione delle specie ittiche principali.

Il genere Perca comprende tre specie di cui in Italia ne è presente solo uno, P. fluviatilis. La sua presenza nel Po -veneziana è documentata da secoli, ma alcuni autori dubitano che sia veramente indigena (Sommani, 1967). In tempi recenti si è diffuso nelle regioni di Toscana e Lazio, a sud e le isole. Nel resto d’Europa è molto diffusa, con l’eccezione della penisola iberica, gran parte della penisola balcanica, e in alcune regioni del nord Europa.

Il pesce persico è una delle specie più comuni e più popolare della provincia. E’ presente in tutti i laghi ed è attivamente ricercato dai pescatori sportivi e professionali. E’ sempre stato un alimento tipico della gente del lago e un delizioso piatto di molti ristoranti locali. Mentre in Lario e Ceresio il pesce persico è in buona salute, in laghi più piccoli la sua popolazione negli ultimi decenni si è, per varie ragioni, ridotta significativamente. L’aumento di questo tipo è un chiaro obiettivo della Provincia, che ogni anno fa le misure di miglioramento ambientale, proprio per favorire la riproduzione naturale di pesce persico. Recuperando le pratiche usate in passato tra i pescatori professionali, la provincia costruisce ogni anno diverse decine di ripari in legno per il persico sul fondo di laghi. I pescatori professionisti utilizzano reti appropriate che sono chiamati “perseghere” e che sono posizionati nelle zone costiere vicino alla vegetazione acquatica.

La trota di lago arcobaleno /  sono l’ecotipo di Salmo (trutta) adattato a vivere in corsi d’acqua. Rappresenta uno dei tre ceppi della specie, con cui il superspecie S. trutta è rappresentata in Italia. L’elevato polimorfismo della specie ha creato due ecotipi distinte: le tipiche trote di fiume e quelle adattate alle acque dei laghi. La trota fario è indigena probabilmente solo della zona delle Alpi e le pendici settentrionali dell’Appennino, ma è stato introdotta nel resto del paese da più di un secolo. La specie è a sua volta suddiviso in due ceppi, di cui solo la “Mediterraneo” sarebbe nativo in Italia a differenza della ‘ “Atlantic”.

La trota fario / arcobaleno è la specie ittica più conosciuta dei corsi d’acqua della nostra provincia. La rete idrografica di acque correnti, in provincia di Como è caratterizzato da torrenti di origine alpina o pre-alpina, una vocazione puramente salmonicola. In alcune realtà si ha a che fare con le popolazioni autoctone che è il risultato di una riproduzione naturale che avviene indisturbata per diversi anni: questo è il caso del flusso Lambro, continuamente monitorati, dove non avviene un ripopolamento artificiale da almeno un decennio. In molti altri corsi d’acqua, avviene il ripopolamento annuale di trota con embrioni di uova (scatole Vibert) o giovanile di pochi mesi di vita. Per soddisfare la crescente necessità di alta qualità con materiale proveniente da fonti locali, all’inizio del 2007, la Provincia ha istituito un moderno vivaio, nel comune di Valmorea, che è in grado di soddisfare pienamente le esigenze di trota provinciale per il ripopolamento .

L’agone (A. fallax lacustris) è la forma permanente di Alosa (A. fallax nilotica) nei grandi laghi prealpini. L’agone si divise dalla forma migratoria sul Mar Mediterraneo (Cheppia) quando, durante la primavera risale nei fiumi in cerca di letti per la deposizione delle uova, ha trovato un luogo adatto nel lago per la sua sopravvivenza.

L’agone è presente, con molte grandi popolazioni, in Lago di Como e il Lago di Lugano. E’ di grande importanza per la pesca professionale. Una volta essiccato e pressato, l’agone diventare il famoso “missoltino”, che era cibo una volta essenziale nella dieta della gente del lago ed è ora apprezzato sulle tavole dei ristoranti locali.

Esox lucius è l’unica specie presente in Italia dei cinque che compongono il genere. La sua gamma nativa è controversa. Si tratta di una specie autoctona per il distretto del Po -Veneziano, mentre la sua presenza in Toscana-Lazio è a causa dell’intervento umano.

Il luccio è presente in tutte le acque del lago nella nostra provincia, così come nel Lambro sublacuale. Nel Lago di Como e Ceresio la popolazione di luccio è significativamente aumentata negli ultimi anni. Ciò è dovuto allo sviluppo delle piante acquatiche sommerse in grandi aree della costa, un fenomeno che è collegato con l’aumento della trasparenza dell’acqua. Il luccio, oltre ad essere un pesce di grande interesse per la pesca sportiva, è importante per la della fauna selvatica e la sua conservazione è perseguito attraverso ripopolamento periodico, fatta con giovani di un paio di settimane. Nel Lago di Piano la specie gode di una protezione speciale: a partire dal 2007 la pesca del luccio in questo piccolo bacino lacustre dovrebbe infatti essere praticata con modalità obbligatoria “catch and release”.

Il genere Leuciscus nel nostro paese è rappresentato da due specie: il cavedano (L. cephalus) e Roach (L. souffia).

Il cavedano è presente nel Lario, a Lugano, nel lago di Pusiano, in Lago del Segrino e Lambro sublacuale. Durante la stagione riproduttiva risale il tratto finale dei principali affluenti alla ricerca di acque idonee per la deposizione delle uova. In Lario e Ceresio a cavedani, anche se ancora abbastanza diffusa, non è più abbondante come una volta. Per questo motivo è stato recentemente sollevato la dimensione minima delle catture di questa specie ed è stato introdotto un periodo di divieto per la pesca, in coincidenza con la deposizione delle uova

Il genere è Stizostedion fonte eurasiatica e comprende cinque specie di cui tre in Europa e una sola (S. lucioperca) introdotta nelle acque interne del nord Italia e successivamente in quelle centrali. La sua introduzione risale all’inizio del secolo scorso, e secondo alcuni autori è stato introdotto per la prima volta nel lago Comabbio.

Il lucioperca è presente in alcuni ambienti lacustri nella nostra provincia. Diffusa per diversi anni in Lago di Lugano, in queste acque ha sviluppato una popolazione molto grande. Sicuramente più di recente è apparso nel lago di Pusiano e Lago di Piano, dove ci sono popolazioni significative numericamente e dove si cominciano a catturare anche individui di notevoli dimensioni. Nel Lago di Como Zander ha finora risolto in modo efficace solo l’area di fronte alla città di Como e la parte nord estremo del bacino, in prossimità delle foci dei fiumi Adda e Mera. In numero inferiore è la presenza della specie nel Lambro sublacuale e il lago di Alserio. Il lucioperca è una specie che è di notevole interesse per la pesca sportiva e professionale. E’ infatti protetta dal periodo di divieto e la dimensione minima delle catture solo a Lugano, nel lago di Pusiano, nel lago di Alserio e il primo bacino del lago di Como.

Il gruppo sistematico del lavarello è molto complesso e ancora in fase di studio. Quando il lavarello, coregone o per eccellenza, è classificato come “forma hybrida” e considerato l’ibridazione interspecifica frutto di due specie di pesce bianco originariamente introdotti nel nostro paese. Alcuni autori non approvano questo approccio nella classificazione. Il coregone è una specie non native e acclimatata, introdotta per la prima volta in Italia nel Lago di Como, nel 1885, da campioni dal Lago di Costanza (Svizzera).

Nelle acque della nostra provincia il lavarello è presente solo nei laghi di Como e di Lugano, mentre è assente negli altri laghi minori. Nel lago di Lugano la specie ha subito una drastica riduzione per via dei fenomeni di eutrofizzazione che hanno interessato le acque di questo lago negli scorsi decenni. Il recente miglioramento idroqualitativo del Ceresio sembra offrire di nuovo le condizioni per la presenza della specie, come dimostrano le prime, significative, catture effettuate dai pescatori di professione. Nel lago di Como il lavarello è stato introdotto alla fine del IXX secolo allo scopo di incrementare il prodotto della pesca professionale. Obiettivo perfettamente cent rato perché la specie rappresenta tutt’ora una componente di fondamentale del pescato. L’estrema importanza che tale spec ie riveste nell’economia della pesca è a lla base della ristrutturazione dell’incubatoio di Fiumelatte (LC), che, a partire dal 2001 è stato riattivato con lo scopo preciso di produrre centinaia di migliaia di giovani lavarelli da immettere nel Lario. Recentemente lo sviluppo di nuove tecniche di pesca ha permesso la cattura dei coregoni anche ai pescatori dilettanti, attraverso l’utilizzo di minuscole esche artificiali.

La bottatrice è l’unica specie d’acqua dolce della famiglia dei Madidi, composto di specie, tra cui il merluzzo, soprattutto marino. Alcuni autori individuano due sottospecie, la cui validità non è ancora sufficientemente documentata. Questa specie popola i laghi prealpini profondi ed è stata riportata anche in alcuni dei loro affluenti.

La bottatrice è una specie unica che vive in ambienti lacustri profondi e quindi si trova solo in Lago di Como e nel Lago di Lugano.

La famiglia di Anguillidi comprende un unico genere, Anguilla, che sono attribuiti a 16 specie, di cui è solo l’Anguilla europea.

L’anguilla popola il Lago di Como, e tutti i laghi più piccoli, la sua diffusione nel fiume Lambro emissario, in Mera e nel canale del fiume Adda. La sua presenza nella nostra provincia dipende dal ripopolamento effettuato annualmente, eseguito per garantire la conservazione delle specie in un’area storicamente colonizzata e che altrimenti sarebbe difficile da raggiungere con mezzi naturali.

Il genere Micropterus è presente in Italia con la sola specie, M.salmoides. Originaria del Nord America, ha fatto la sua comparsa in Europa nel 1883 e la sua presenza in Italia risale agli inizi del secolo scorso, quando è stato introdotto in due laghi della Brianza (Sommani, 1967). Attualmente popolano laghi, stagni e fiumi di pianura in molti luoghi del nord e centro Italia (Tortona, 1975).

La specie è stata storicamente trovata nei laghi di Montorfano, Alserio, Segrino, Pusiano, Medium e Ceresio. Nel Lago di Como, la specie è apparsa solo di recente e le catture sono abbastanza casuali. Anche se si tratta di una specie esotica, il persico trota è protetto con dimensione minima delle catture, il periodo di protezione e, in alcuni laghi (Pusiano, Segrino, Montorfano) con i limiti di cattura piuttosto rigidi. La specie è di grande interesse per la pesca sportiva, che viene praticata con tecniche specifiche, la maggior parte delle quali prevede il rilascio dopo la cattura.

+ Persico

Il genere Perca comprende tre specie di cui in Italia ne è presente solo uno, P. fluviatilis. La sua presenza nel Po -veneziana è documentata da secoli, ma alcuni autori dubitano che sia veramente indigena (Sommani, 1967). In tempi recenti si è diffuso nelle regioni di Toscana e Lazio, a sud e le isole. Nel resto d’Europa è molto diffusa, con l’eccezione della penisola iberica, gran parte della penisola balcanica, e in alcune regioni del nord Europa.

Il pesce persico è una delle specie più comuni e più popolare della provincia. E’ presente in tutti i laghi ed è attivamente ricercato dai pescatori sportivi e professionali. E’ sempre stato un alimento tipico della gente del lago e un delizioso piatto di molti ristoranti locali. Mentre in Lario e Ceresio il pesce persico è in buona salute, in laghi più piccoli la sua popolazione negli ultimi decenni si è, per varie ragioni, ridotta significativamente. L’aumento di questo tipo è un chiaro obiettivo della Provincia, che ogni anno fa le misure di miglioramento ambientale, proprio per favorire la riproduzione naturale di pesce persico. Recuperando le pratiche usate in passato tra i pescatori professionali, la provincia costruisce ogni anno diverse decine di ripari in legno per il persico sul fondo di laghi. I pescatori professionisti utilizzano reti appropriate che sono chiamati “perseghere” e che sono posizionati nelle zone costiere vicino alla vegetazione acquatica.

+ Trota di lago Marrone/Arcobaleno

La trota di lago arcobaleno /  sono l’ecotipo di Salmo (trutta) adattato a vivere in corsi d’acqua. Rappresenta uno dei tre ceppi della specie, con cui il superspecie S. trutta è rappresentata in Italia. L’elevato polimorfismo della specie ha creato due ecotipi distinte: le tipiche trote di fiume e quelle adattate alle acque dei laghi. La trota fario è indigena probabilmente solo della zona delle Alpi e le pendici settentrionali dell’Appennino, ma è stato introdotta nel resto del paese da più di un secolo. La specie è a sua volta suddiviso in due ceppi, di cui solo la “Mediterraneo” sarebbe nativo in Italia a differenza della ‘ “Atlantic”.

La trota fario / arcobaleno è la specie ittica più conosciuta dei corsi d’acqua della nostra provincia. La rete idrografica di acque correnti, in provincia di Como è caratterizzato da torrenti di origine alpina o pre-alpina, una vocazione puramente salmonicola. In alcune realtà si ha a che fare con le popolazioni autoctone che è il risultato di una riproduzione naturale che avviene indisturbata per diversi anni: questo è il caso del flusso Lambro, continuamente monitorati, dove non avviene un ripopolamento artificiale da almeno un decennio. In molti altri corsi d’acqua, avviene il ripopolamento annuale di trota con embrioni di uova (scatole Vibert) o giovanile di pochi mesi di vita. Per soddisfare la crescente necessità di alta qualità con materiale proveniente da fonti locali, all’inizio del 2007, la Provincia ha istituito un moderno vivaio, nel comune di Valmorea, che è in grado di soddisfare pienamente le esigenze di trota provinciale per il ripopolamento .

+ Agone

L’agone (A. fallax lacustris) è la forma permanente di Alosa (A. fallax nilotica) nei grandi laghi prealpini. L’agone si divise dalla forma migratoria sul Mar Mediterraneo (Cheppia) quando, durante la primavera risale nei fiumi in cerca di letti per la deposizione delle uova, ha trovato un luogo adatto nel lago per la sua sopravvivenza.

L’agone è presente, con molte grandi popolazioni, in Lago di Como e il Lago di Lugano. E’ di grande importanza per la pesca professionale. Una volta essiccato e pressato, l’agone diventare il famoso “missoltino”, che era cibo una volta essenziale nella dieta della gente del lago ed è ora apprezzato sulle tavole dei ristoranti locali.

+ Luccio

Esox lucius è l’unica specie presente in Italia dei cinque che compongono il genere. La sua gamma nativa è controversa. Si tratta di una specie autoctona per il distretto del Po -Veneziano, mentre la sua presenza in Toscana-Lazio è a causa dell’intervento umano.

Il luccio è presente in tutte le acque del lago nella nostra provincia, così come nel Lambro sublacuale. Nel Lago di Como e Ceresio la popolazione di luccio è significativamente aumentata negli ultimi anni. Ciò è dovuto allo sviluppo delle piante acquatiche sommerse in grandi aree della costa, un fenomeno che è collegato con l’aumento della trasparenza dell’acqua. Il luccio, oltre ad essere un pesce di grande interesse per la pesca sportiva, è importante per la della fauna selvatica e la sua conservazione è perseguito attraverso ripopolamento periodico, fatta con giovani di un paio di settimane. Nel Lago di Piano la specie gode di una protezione speciale: a partire dal 2007 la pesca del luccio in questo piccolo bacino lacustre dovrebbe infatti essere praticata con modalità obbligatoria “catch and release”.

+ Vairone

Il genere Leuciscus nel nostro paese è rappresentato da due specie: il cavedano (L. cephalus) e Roach (L. souffia).

Il cavedano è presente nel Lario, a Lugano, nel lago di Pusiano, in Lago del Segrino e Lambro sublacuale. Durante la stagione riproduttiva risale il tratto finale dei principali affluenti alla ricerca di acque idonee per la deposizione delle uova. In Lario e Ceresio a cavedani, anche se ancora abbastanza diffusa, non è più abbondante come una volta. Per questo motivo è stato recentemente sollevato la dimensione minima delle catture di questa specie ed è stato introdotto un periodo di divieto per la pesca, in coincidenza con la deposizione delle uova

+ Lucioperca

Il genere è Stizostedion fonte eurasiatica e comprende cinque specie di cui tre in Europa e una sola (S. lucioperca) introdotta nelle acque interne del nord Italia e successivamente in quelle centrali. La sua introduzione risale all’inizio del secolo scorso, e secondo alcuni autori è stato introdotto per la prima volta nel lago Comabbio.

Il lucioperca è presente in alcuni ambienti lacustri nella nostra provincia. Diffusa per diversi anni in Lago di Lugano, in queste acque ha sviluppato una popolazione molto grande. Sicuramente più di recente è apparso nel lago di Pusiano e Lago di Piano, dove ci sono popolazioni significative numericamente e dove si cominciano a catturare anche individui di notevoli dimensioni. Nel Lago di Como Zander ha finora risolto in modo efficace solo l’area di fronte alla città di Como e la parte nord estremo del bacino, in prossimità delle foci dei fiumi Adda e Mera. In numero inferiore è la presenza della specie nel Lambro sublacuale e il lago di Alserio. Il lucioperca è una specie che è di notevole interesse per la pesca sportiva e professionale. E’ infatti protetta dal periodo di divieto e la dimensione minima delle catture solo a Lugano, nel lago di Pusiano, nel lago di Alserio e il primo bacino del lago di Como.

+ Lavarello

Il gruppo sistematico del lavarello è molto complesso e ancora in fase di studio. Quando il lavarello, coregone o per eccellenza, è classificato come “forma hybrida” e considerato l’ibridazione interspecifica frutto di due specie di pesce bianco originariamente introdotti nel nostro paese. Alcuni autori non approvano questo approccio nella classificazione. Il coregone è una specie non native e acclimatata, introdotta per la prima volta in Italia nel Lago di Como, nel 1885, da campioni dal Lago di Costanza (Svizzera).

Nelle acque della nostra provincia il lavarello è presente solo nei laghi di Como e di Lugano, mentre è assente negli altri laghi minori. Nel lago di Lugano la specie ha subito una drastica riduzione per via dei fenomeni di eutrofizzazione che hanno interessato le acque di questo lago negli scorsi decenni. Il recente miglioramento idroqualitativo del Ceresio sembra offrire di nuovo le condizioni per la presenza della specie, come dimostrano le prime, significative, catture effettuate dai pescatori di professione. Nel lago di Como il lavarello è stato introdotto alla fine del IXX secolo allo scopo di incrementare il prodotto della pesca professionale. Obiettivo perfettamente cent rato perché la specie rappresenta tutt’ora una componente di fondamentale del pescato. L’estrema importanza che tale spec ie riveste nell’economia della pesca è a lla base della ristrutturazione dell’incubatoio di Fiumelatte (LC), che, a partire dal 2001 è stato riattivato con lo scopo preciso di produrre centinaia di migliaia di giovani lavarelli da immettere nel Lario. Recentemente lo sviluppo di nuove tecniche di pesca ha permesso la cattura dei coregoni anche ai pescatori dilettanti, attraverso l’utilizzo di minuscole esche artificiali.

+ Bottatrice

La bottatrice è l’unica specie d’acqua dolce della famiglia dei Madidi, composto di specie, tra cui il merluzzo, soprattutto marino. Alcuni autori individuano due sottospecie, la cui validità non è ancora sufficientemente documentata. Questa specie popola i laghi prealpini profondi ed è stata riportata anche in alcuni dei loro affluenti.

La bottatrice è una specie unica che vive in ambienti lacustri profondi e quindi si trova solo in Lago di Como e nel Lago di Lugano.

+ Anguilla

La famiglia di Anguillidi comprende un unico genere, Anguilla, che sono attribuiti a 16 specie, di cui è solo l’Anguilla europea.

L’anguilla popola il Lago di Como, e tutti i laghi più piccoli, la sua diffusione nel fiume Lambro emissario, in Mera e nel canale del fiume Adda. La sua presenza nella nostra provincia dipende dal ripopolamento effettuato annualmente, eseguito per garantire la conservazione delle specie in un’area storicamente colonizzata e che altrimenti sarebbe difficile da raggiungere con mezzi naturali.

+ Persico Trota

Il genere Micropterus è presente in Italia con la sola specie, M.salmoides. Originaria del Nord America, ha fatto la sua comparsa in Europa nel 1883 e la sua presenza in Italia risale agli inizi del secolo scorso, quando è stato introdotto in due laghi della Brianza (Sommani, 1967). Attualmente popolano laghi, stagni e fiumi di pianura in molti luoghi del nord e centro Italia (Tortona, 1975).

La specie è stata storicamente trovata nei laghi di Montorfano, Alserio, Segrino, Pusiano, Medium e Ceresio. Nel Lago di Como, la specie è apparsa solo di recente e le catture sono abbastanza casuali. Anche se si tratta di una specie esotica, il persico trota è protetto con dimensione minima delle catture, il periodo di protezione e, in alcuni laghi (Pusiano, Segrino, Montorfano) con i limiti di cattura piuttosto rigidi. La specie è di grande interesse per la pesca sportiva, che viene praticata con tecniche specifiche, la maggior parte delle quali prevede il rilascio dopo la cattura.